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27/07/2017

Scaldarsi con il legno dà valore al territorio


Il legno, usato per il riscaldamento domestico in sostituzione dei combustibili d’importazione, porta benefici economici, aumento dei posti di lavoro e una significativa diminuzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. AIEL lo dimostra grazie all'esempio di Hartberg, cittadina austriaca in Stiria dove la popolazione si riscalda per il 53% delle abitazioni con combustibili fossili e per il 47% delle abitazioni con la biomassa legnosa prodotta in loco: - il settore del riscaldamento a biomassa legnosa dà lavoro a 31 persone, quello del riscaldamento a fonti fossili solo a 4; - ogni anno i cittadini di Hartberg spendono 7 milioni di euro per riscaldarsi con le fonti fossili e 1 milione di euro per riscaldarsi con il legno; - ogni anno sono emesse 31.100 tonnellate di CO2 dai sistemi di riscaldamento a gasolio e metano e solo 800 tonnellate di CO2 provengono dai sistemi di riscaldamento a legna, cippato e pellet. Se, per ipotesi, Hartberg si riscaldasse solo con combustibili fossili resterebbero 9 posti di lavoro, il costo per l’acquisto dell’energia salirebbe a 15 milioni di euro e le emissioni di CO2 crescerebbero a 58.500 tonnellate all’anno. Invece, se Hartberg si riscaldasse solo con biomassa legnosa, il numero di posti di lavoro aumenterebbe a 61, i costi si ridurrebbero a 1,6 milioni di euro, e le emissioni di CO2 sarebbero pari a 1.600 tonnellate per anno.  
Questo filmato è stato prodotto dall‘Associazione Austriaca per la Biomassa (http://www.waermeausholz.at/), supportata dalla Repubblica d‘Austria e dall‘Unione Europea. Traduzione italiana a cura di AIEL, Associazione italiana energie agroforestali, (http://www.aiel.cia.it/it/) in collaborazione con Progetto Fuoco (http://www.progettofuoco.com/).  
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